Lorenzo Bellicini

Il mercato delle costruzioni

Nel primo ciclo edilizio per l’ambiente costruito

di Lorenzo Bellicini - direttore Cresme

Il 18 ottobre a Bologna viene presentato il XXIV Rapporto Congiunturale Previsionale del CRESME, realizzato quest’anno con il patrocinio di Saie e con il contributo di Integra, Sistemi Urbani, Cnce e Formedil. È noto che le costruzioni vengono da una crisi pesantissima e sono inserite in un contesto economico incerto e complesso, pur in debole crescita. Si può dire che la crescita inferiore all’1% non basta per recuperare quanto si è perso, ma è certo sempre meglio della recessione

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Certo l’incertezza, già descritta nel XXIII rapporto dello scorso anno, sulla base di elementi politici, finanziari, nazionali e internazionali, non svanisce e continua a preoccupare; ma i dati che vengono dal settore delle costruzioni elaborati dal CRESME descrivono, come previsto, l’inizio della ripresa, con valori contenuti, certo, ma più alti di quelli dell’economia.

Il tasso di crescita degli investimenti nel 2016 è del 2,2%, mentre nel 2017 sarà del 2,6%.

Il mercato è trainato nel 2016 dagli investimenti in manutenzione straordinaria e riqualificazione del patrimonio energetico, dalle opere pubbliche e dall’edilizia non residenziale di nuova costruzione. Ma positivi, molto positivi, sono anche i dati nei primi nove mesi del 2016, che descrivono le compravendite immobiliari, il credito alle famiglie, la vendita di finiture e impianti, la vendita di macchine movimento terra. Non ci sono invece segnali positivi dalla nuova produzione residenziale che continua a frenare: nel 2016 gli investimenti in nuove costruzioni residenziali in Italia sono di poco superiori all’8% del valore della produzione dell’intero mercato delle costruzioni.

La ripresa dovrebbe rafforzarsi nel 2017. Ma l’aspetto più rilevante descritto nel XXIV rapporto CRESME sta nella riconfigurazione in atto nel mercato delle costruzioni. Si entra in nuovo ciclo edilizio. Che potrebbe vedere da un lato, anche a seguito del sisma in Centro Italia, una maggiore attenzione agli investimenti in costruzioni da parte pubblica e soprattutto l’avvio di una nuova politica industriale di lungo periodo per il patrimonio edilizio italiano, con al centro nuove risorse per la rigenerazione (finalmente una politica nazionale).

Dall’altro le costruzioni si avviano a vivere una vera e propria rivoluzione in cui, sulla spinta dell’innovazione tecnologica, cambiano processi e comportamenti sul lato dell’offerta, si modificano i processi decisionali e i comportamenti della domanda, cambiano i modelli di vita e di lavoro, si ridefiniscono i modelli di redditività e i rapporti contrattuali. Si apre, in sostanza, una nuova stagione in cui le costruzioni sembrano tornare al centro dell’attenzione della politica e dell’economia, mentre sono investite, con potenzialità che sorprendono, dal profondo processo di innovazione della quarta rivoluzione  industriale, la rivoluzione della cyber-fisica.

Per il settore è un’occasione da non mancare anche sul piano culturale; è infatti vitale per la politica e per l’offerta la capacità di avere una visione del futuro e di avviare un vero salto culturale, portando le costruzioni alla testa del processo di innovazione. Fornire una chiara descrizione del presente e una convincente visione del futuro che accompagni le decisioni è l’obiettivo del XXIV Rapporto del CRESME.

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