Accursio Pippo Oliveri

Tutto sui lavori pubblici

Tutte le regole sul responsabile unico per appalti e concessioni. È la linea guida 3 di Anac

di Accursio Pippo Oliveri

Come promesso nell’ultimo numero de L’Architetto, la rubrica di novembre è dedicata alla rilevante novità della pubblicazione della deliberazione dell’Anac n. 1096 del 26 ottobre 2016, che approva la linea guida n.3, la prima vincolante dedicata alla: “Nomina, ruolo e compiti del responsabile unico del procedimento per l’affidamento di appalti e concessioni”.

C’era molta attesa per questo importate atto dell’Anac, stante il contenuto particolarmente rigido della versione posta in consultazione che introduceva non poche novità rispetto alla precedente disciplina che, com’è noto, era contenuta oltre che nel D.Lgs. 163/2006 anche nel DPR 207/2010.

La parziale riviviscenza di quest’ultimo prevista dal nuovo codice (D.Lgs.50/2016) aveva fatto sorgere non pochi dubbi negli operatori del settore e specialmente nei dipendenti delle stazioni appaltanti e degli enti aggiudicatori.

L’adozione dell’atto da parte dell’Anac era prevista dal comma 5 dell’articolo 31 che attribuisce all’Autorità nazionale anticorruzione la definizione di “[…] una disciplina di maggiore dettaglio sui compiti specifici del Rup, nonché sugli ulteriori requisiti di professionalità rispetto a quanto disposto dal presente codice, in relazione alla complessità dei lavori”. Determinando, altresì, “[…] l'importo massimo e la tipologia dei lavori, servizi e forniture per i quali il RUP può coincidere con il progettista o con il direttore dell'esecuzione del contratto.

La norma stabiliva che, fino all'adozione di detto atto, si continuasse ad applicare[…] le disposizioni di cui alla parte II, titolo I, capo I, del decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207. Cioè gli articoli 9 e 10 del vecchio regolamento dedicati al Rup nei lavori. Nessun riferimento era contenuto per i Rup di servizi e forniture. Con riferimento ai requisiti di tale importante figura nel ciclo degli appalti e delle concessioni di lavori pubblici era previsto che il responsabile del procedimento fosse un tecnico, abilitato all'esercizio della professione o, quando l'abilitazione non fosse prevista dalle norme vigenti, un funzionario tecnico, anche di qualifica non dirigenziale, con anzianità di servizio non inferiore a cinque anni.

La stessa disposizione prevedeva la facoltà del responsabile del procedimento di svolgere per uno o più interventi, nei limiti delle proprie competenze professionali, anche le funzioni di progettista o di direttore dei lavori, ma che tali funzioni non potevano coincidere nel caso di lavori di speciale complessità o di rilevanza architettonica o ambientale o che richiedessero una progettazione integrale ovvero di interventi di importo superiore a 500.000 euro. E ancora il responsabile del procedimento poteva svolgere le funzioni di progettista per la predisposizione del progetto preliminare relativo a lavori di importo inferiore alla soglia comunitaria.

L’Anac interviene pesantemente su tali disposizioni introducendo una serie di requisiti di professionalità e di carattere generale per assumere tale ruolo e varando nuovi importanti limiti ai compiti e alle funzioni attribuibili al responsabile unico del procedimento.

Intanto le disposizioni sul Rup (e dunque le linee guida) si applicano anche alle stazioni appaltanti che ricorrono ai sistemi di acquisto e di negoziazione delle centrali di committenza o che operano in aggregazione e ai settori speciali (gas, energia termica, elettricità, acqua, trasporti, servizi postali, sfruttamento di area geografica). Ma anche alle stazioni appaltanti che non sono pubbliche amministrazioni ed enti pubblici che sono tenute a individuare, secondo i propri ordinamenti e nel rispetto dei criteri di economicità, efficacia, imparzialità, pubblicità e trasparenza, uno o più soggetti cui affidare i compiti propri del responsabile del procedimento, limitatamente al rispetto delle norme del Codice alla cui osservanza sono tenute.

Così come nel previgente quadro normativo per ogni singola procedura di affidamento di un appalto o di una concessione è nominato, con atto formale, un Rup per le fasi della programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione. Il Rup dei lavori (e dei servizi attinenti l’architettura e l’ingegneria) deve essere nominato prima del progetto di fattibilità tecnica ed economica e, nel caso di lavori non assoggettati a programmazione, contestualmente alla decisione di realizzare gli stessi.

L’Anac indica le peculiarità di tale figura, specificando che:

- Nell’esercizio delle sue funzioni, il Rup è qualificabile come pubblico ufficiale.

- Le funzioni di Rup non possono essere assunte dal personale che versa nelle ipotesi di conflitto d’interesse disciplinata dal comma 2 dell’art. 42 del Codice, né dai soggetti che sono stati condannati, anche con sentenza non passata in giudicato, per i reati previsti nel capo I del titolo II del libro secondo del codice penale, ai sensi dell’art. 35-bis del d.lgs. 165/2001.

- Le funzioni di Rup devono essere svolte nel rispetto di quanto previsto dal d.p.r. n. 62/2013 e dal Codice di comportamento adottato da ciascuna amministrazione aggiudicatrice, nonché in osservanza delle specifiche disposizioni contenute nel Piano triennale di prevenzione della corruzione adottato dall’amministrazione.

- Il ruolo di Rup è, di regola, incompatibile con le funzioni di commissario di gara e di presidente della commissione giudicatrice (art. 77, comma 4 del Codice), ferme restando le acquisizioni giurisprudenziali in materia di possibile coincidenza.

- Il Rup deve essere in regola con gli obblighi formativi di cui all’art. 7 D.P.R. 137/2012.

- Per i lavori e per i servizi attinenti all’ingegneria e all’architettura deve essere un tecnico abilitato all’esercizio della professione o, quando l’abilitazione non sia prevista dalle norme vigenti, un funzionario tecnico anche di qualifica non dirigenziale.

Per lo svolgimento dei propri compiti il Rup si avvale del supporto dei dipendenti dell’amministrazione aggiudicatrice di cui fa parte. Nei casi d’inadeguatezza dell’organico può propone alla propria amministrazione l’affidamento delle attività di supporto obbligatorio all’esterno a soggetti che devono essere muniti di assicurazione di responsabilità civile professionale per i rischi derivanti dallo svolgimento delle attività di propria competenza. A tali soggetti è preclusa la partecipazione a procedure per l’affidamento di incarichi di progettazione ovvero ad appalti e concessioni di lavori pubblici nonché a subappalti e cottimi dei lavori pubblici.

I veri problemi per le stazioni appaltanti e gli enti aggiudicatori che dovranno individuare tale figura scaturiscono dalle specifiche richieste di professionalità del tutto innovative rispetto al precedente quadro normativo. Non potranno essere attribuite tali funzione a soggetti privi di una specifica formazione professionale, soggetta a costante aggiornamento, e che non abbiano maturato un’adeguata esperienza professionale nello svolgimento di attività analoghe a quelle da realizzare in termini di natura, complessità e/o importo dell’intervento.

Così per lavori d’importo:

  1. inferiore a 1.000.000 euro il Rup dovrà essere almeno in possesso di un diploma rilasciato da un istituto tecnico superiore di secondo grado al termine di un corso di studi quinquennale (es. diploma di perito industriale, perito commerciale, perito agrario, agrotecnico, perito edile, geometra/tecnico delle costruzioni, ecc.), in possesso di un’anzianità di servizio ed esperienza di almeno dieci anni nell’ambito dell’affidamento di appalti e concessioni di lavori. Scomparso dunque l’obbligo inizialmente previsto, nella versione in consultazione, di iscrizione all’albo!
  2. pari o superiori a 1.000.000 di euro e inferiori alla soglia comunitaria il Rup dovrà essere almeno in possesso di una laurea triennale in architettura, ingegneria, scienze e tecnologie agrarie, scienze e tecnologie forestali e ambientali, scienze e tecnologie geologiche o equipollenti, scienze naturali e abilitazione all’esercizio della professione, nelle more della previsione di apposite sezioni speciali per l’iscrizione al relativo Albo. In ogni caso deve possedere un’anzianità di servizio ed esperienza di almeno cinque anni nell’ambito dell’affidamento di appalti e concessioni di lavori. Del tutto nuova la previsione che le funzioni di Rup in tale fascia di importi possono essere svolte anche da tecnici in possesso di diploma di geometra/tecnico delle costruzioni purché in possesso di un’anzianità di servizio ed esperienza di almeno quindici anni nell’ambito dell’affidamento di appalti e concessioni di lavori.
  3. c.   pari o superiore alla soglia comunitaria il Rup dovrà essere in possesso di una Laurea magistrale o specialistica nelle materie indicate nella precedente lettera b), abilitazione all'esercizio della professione, nelle more della previsione di apposite sezioni speciali per l’iscrizione al relativo Albo. Deve, inoltre, possedere un’anzianità di servizio ed esperienza di almeno cinque anni nell’ambito dell’affidamento di appalti e concessioni di lavori. Anche in tal caso rivisto l’obbligo previsto inizialmente di iscrizione all’albo.

Anche la previsione del possesso della qualifica di Project Manager a prescindere dall’importo del contratto, per i lavori particolarmente complessi, secondo la definizione di cui all’art. 3, comma 1, lett. oo) del Codice è stata rivista. Tale requisito sarà obbligatorio a decorrere dalla data di entrata in vigore del nuovo sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti di cui all’art. 38 del Codice.

Richiamati i compiti attribuiti al Rup dal Codice, l’Anac riproduce, sostanzialmente, le disposizioni degli articoli 9 e 10 del vecchio regolamento. Poi individua le condizioni per cui, ai sensi dell’articolo 23, comma 2 del Codice, le amministrazioni sono obbligate a ricorrere alla progettazione interna oppure ai concorsi di progettazione o di idee.

Sarà il Rup a individuare i lavori di particolare rilevanza sotto il profilo architettonico, ambientale, paesaggistico, agronomo e forestale, storico artistico, conservativo o tecnologico accertando e certificando, sulla base degli atti forniti dal dirigente dell’amministrazione aggiudicatrice preposto alla struttura competente, l’eventuale presenza negli interventi delle seguenti caratteristiche:

1. utilizzo di materiali e componenti innovativi;

2. processi produttivi innovativi o di alta precisione dimensionale e qualitativa;

3. esecuzione in luoghi che presentano difficoltà logistica o particolari problematiche geotecniche, idrauliche, geologiche e ambientali;

4. complessità di funzionamento d’uso o necessità di elevate prestazioni per quanto riguarda la loro funzionalità;

5. esecuzione in ambienti aggressivi che, come tali, siano capaci di provocare malattie o alterazioni morbose a uomini e animali o di distruggere e danneggiare piante e coltivazioni;

6. necessità di prevedere dotazioni impiantistiche non usuali;

7. complessità in relazione a particolari esigenze connesse a vincoli architettonici, storico-artistici o conservativi;

8. necessità di un progetto elaborato in forma completa e dettagliata in tutte le sue parti, architettonica, strutturale e impiantistica.

Anche i compiti attribuiti al Rup dall’articolo 15 del vecchio regolamento (redazione del DPP) sono richiamati nelle linee guida.

Nel prossimo numero de L’Architetto le altre importanti novità delle linee guida che rendono sempre più centrale e rilevante il ruolo del responsabile unico del procedimento nel ciclo degli appalti e delle concessioni nei lavori pubblici e nelle procedure per l’affidamento dei servizi attinenti l’architettura e l’ingegneria.