Guido A. Inzaghi

Osservatorio legale edilizia e urbanistica

Annullamento d'ufficio: ammesso intervento solo entro 18 mesi

di Guido A. Inzaghi - partner DLA Piper e presidente Urban Land Institute – ULI Italia

Con la sentenza n. 351, del 17 marzo 2016, il TAR Bari (Sez. III) ha dichiarato illegittimo il provvedimento di autotutela, adottato oltre il termine di 18 mesi previsto dall'articolo 21-nonies della legge 241/1990 (legge sul procedimento amministrativo), con il quale un Comune aveva annullato il permesso di costruire in precedenza rilasciato a una società immobiliare.

La sentenza del TAR Bari rappresenta una delle prime applicazioni giurisprudenziali delle novità introdotte dalla legge del 7 agosto 2015, n. 124 (cd. Legge Madia) finalizzata alla riorganizzazione della pubblica amministrazione.

La novità normativa assume particolare rilievo nella materia edilizia, in cui sussiste la necessità di trovare un contemperamento tra l'esigenza di assicurare il rispetto della legalità e quella di garantire la stabilità dei rapporti e degli investimenti.

Soprattutto negli interventi edilizi avviati in seguito alla presentazione di una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio di Attività), l'operatore si trova spesso nella situazione di incertezza causata dal potere della PA di annullare la SCIA (o la DIA nei residui casi in cui essa ancora è prevista), d'ufficio o su richiesta dei terzi anche a distanza di anni dalla completa esecuzione dell'intervento.

In seguito all'entrata in vigore della Legge Madia, dopo la scadenza del termine di trenta giorni stabilito dall'articolo 19, comma 6-bis, della legge 241/1990, per l’esercizio ordinario dei poteri inibitori e/o repressivi sugli interventi eseguiti tramite SCIA, la pubblica amministrazione potrà annullare questo titolo solo entro il termine di 18 mesi decorrenti dalla sua formazione. Il medesimo termine, come ovvio, dovrà essere rispettato anche nel caso in cui la pubblica amministrazione intervenga su un titolo edilizio (es: permesso di costruire) da essa stessa rilasciato.

Il nuovo termine, previsto per l'esercizio dei poteri di autotutela, rappresenta il periodo massimo entro il quale la pubblica amministrazione può intervenire per annullare d'ufficio un provvedimento illegittimo e quindi non si può escludere che, sulla base delle circostanze della singola fattispecie, il termine "ragionevole" possa essere ritenuto ancora più breve (sul punto si veda TAR Bari, sez. III, sentenza n. 47/2016).

Il nuovo sbarramento temporale, che trova certamente applicazione per i provvedimenti adottati successivamente all'entrata in vigore della Legge Madia, è comunque rilevante ai fini della valutazione, sotto il profilo della ragionevolezza del termine, della legittimità dei provvedimenti di autotutela adottati sotto la previgente disciplina (TAR Napoli, sez. III, sentenza n. 984/2016; TAR Lecce, sez. II, sentenza n. 430/2016).

Gli ulteriori presupposti, che legittimano l'esercizio del potere di autotutela previsto dall'articolo 21-nonies, non sono stati infine modificati dalla Legge Madia e quindi per poter procedere all'annullamento di un provvedimento illegittimo (ossia adottato in violazione di legge o viziato da eccesso di potere o da incompetenza) sarà comunque necessaria: (i) la sussistenza di ragioni di interesse pubblico; (ii) la circostanza che l'autotutela intervenga entro un termine comunque “ragionevole” (ora appunto fissato al massimo il 18 mesi); (iii) la necessaria considerazione degli interessi dei destinatari e dei contro interessati.