Guido A. Inzaghi

Osservatorio legale edilizia e urbanistica

Nuovo Codice. Chi fa le opere di urbanizzazione

di Guido A. Inzaghi - partner DLA Piper e presidente Urban Land Institute – ULI Italia

Il Nuovo Codice degli appalti pubblici altera parzialmente il quadro procedimentale previsto per la realizzazione delle opere di urbanizzazione a scomputo dagli oneri di urbanizzazione.

In linea generale, il Nuovo Codice mantiene solo alcune delle distinzioni previste nel previgente assetto normativo dettato dal D.Lgs 163/2006, pur continuando a differenziare, a livello nominalistico, tra opere di urbanizzazione primaria e opere di urbanizzazione secondaria e tra opere di valore superiore e inferiore alla soglia di rilevanza comunitaria (attualmente pari a € 5.225.000 per gli appalti di lavori).

Per quanto attiene alle opere di urbanizzazione primaria e secondaria sopra la soglia di rilevanza comunitaria, il Nuovo Codice, così come il previgente, assoggetta la scelta del soggetto a cui affidare i lavori alle ordinarie procedure di gara, aperte o ristrette, previa pubblicazione di un bando o avviso di gara.

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In caso di procedura aperta qualsiasi operatore economico interessato potrà presentare un'offerta in risposta a un avviso di indizione di gara. Nelle procedure ristrette, invece, gli operatori economici interessati potranno presentare una “domanda di partecipazione” in risposta a un avviso di indizione di gara ma, a seguito della valutazione in quella sede esperita, soltanto gli operatori economici espressamente invitati potranno presentare un'offerta.

Ebbene, le richiamate procedure ordinarie, in forza dell’art. 36, comma 3, del Nuovo Codice, diversamente da quanto previsto in passato, sono oggi applicabili anche riguardo all’affidamento dei lavori per la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria (se non funzionali all'intervento) e secondaria a scomputo anche se di importo inferiore alla soglia comunitaria

La previsione è stata introdotta in accoglimento di una condizione alla quale sono stati subordinati i pareri favorevoli delle Commissioni di Camera e Senato in ordine allo schema del Nuovo Codice.

Nel complessivo quadro relativo alla realizzazione delle opere di urbanizzazione permane, in ogni caso, una eccezione.

Il Nuovo Codice fa, infatti, salva la speciale previsione di cui al comma 2-bis dell’art. 16 del DPR 380/2001, introdotta dal DL 201/2011, secondo la quale, nell'ambito degli strumenti attuativi, nonché degli interventi in attuazione dello strumento urbanistico generale, l'esecuzione diretta delle opere di urbanizzazione primaria di importo inferiore alla soglia, sempreché funzionali all'intervento di trasformazione urbanistica del territorio, è a carico del titolare del permesso di costruire e non trovano applicazione le disposizioni in materia di contratti pubblici.

In tali fattispecie, la realizzazione delle opere potrà dunque avvenire prescindendo dalle regole per la selezione a evidenza pubblica dell’appaltatore previste dal Nuovo Codice. Come rilevato dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (deliberazione n. 46 del 3 maggio 2012), con la norma in esame, il legislatore ha invero estromesso detta tipologia di lavori dalla categoria delle opere pubbliche. Sempre secondo quanto precisato dall'Autorità, si noti però che, in assenza di un regime transitorio, la norma è applicabile ai soli interventi per i quali l'accordo con l'amministrazione si sia perfezionato successivamente all'entrata in vigore del decreto stesso (6 dicembre 2011).