Accursio Pippo Oliveri

Tutto sui lavori pubblici

Nuovo Codice. Cosa resta ancora in vigore del vecchio su progettazione e lavori in fase di appalto

di Accursio Pippo Oliveri

Il Nuovo Codice Appalti e delle Concessioni entrato in vigore il 19 aprile 2016, privo di un ponderato regime transitorio, presenta non poche criticità operative per amministrazioni aggiudicatrici e operatori economici.

Sopravvivono diverse disposizioni del vecchio regolamento (D.P.R. n. 207 del 2010) mentre sono state soppresse parecchie rilevanti disposizioni che, in attesa del varo delle tante linee guida dell’ANAC, dei decreti della Presidenza del Consiglio dei ministri (6) e dei vari decreti ministeriali (28) previsti dal nuovo Codice, richiedono la rielaborazione delle progettazioni anche se già verificate, validate, approvate e pronte per l’affidamento dei relativi lavori.

Cosa salva il nuovo codice dei procedimenti già avviati e degli atti già adottati dalle stazioni appaltanti?

1. Tutte le procedure e i contratti per le quali i bandi o avvisi con cui si indice la procedura di scelta del contraente pubblicate fino 19 aprile 2016 nonché, in caso di contratti senza pubblicazione di bandi o di avvisi, le procedure e i contratti in relazione ai quali, al 18 aprile 2016, erano già stati inviati gli inviti a presentare le offerte.

2. Fino all’adozione di apposito decreto ministeriale del M.I.T. in tema di programmazione, gli atti di programmazione già adottati ed efficaci, all'interno dei quali le amministrazioni aggiudicatrici devono individuare un ordine di priorità degli interventi, tenendo comunque conto dei lavori necessari alla realizzazione delle opere non completate e già avviate sulla base della programmazione triennale precedente, dei progetti esecutivi già approvati e dei lavori di manutenzione e recupero del patrimonio esistente, nonché degli interventi suscettibili di essere realizzati attraverso contratti di concessione o di partenariato pubblico privato. Fino all’adozione di tale decreto le amministrazioni aggiudicatrici possono procedere con le medesime modalità, anche per le nuove programmazioni che si rendano necessarie.

3. Fino alla data di entrata in vigore del decreto del ministro delle Infrastrutture e trasporti, su proposta del Consiglio superiore dei lavori pubblici, di concerto con il ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e del ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo che definirà i contenuti della nuova progettazione nei tre livelli progettuali introdotti dal nuovo codice, continuano ad applicarsi del DPR 207/2010:

- le disposizioni in materia di progettazione (articoli da 14 a 43: studi di fattibilità, documento preliminare all’avvio della progettazione, quadri economici e contenuti della progettazione)

- le disposizioni sui lavori sul patrimonio culturale (articoli da 239 a 247), con i relativi allegati o le parti di allegati ivi richiamate, con esclusione dell'articolo 248, del decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207. 

4. Fino all’adozione delle tabelle sul costo del lavoro, determinato annualmente, in apposite tabelle, dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali sulla base dei valori economici definiti dalla contrattazione collettiva nazionale tra le organizzazioni sindacali e le organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentativi, delle norme in materia previdenziale e assistenziale, dei diversi settori merceologici e delle differenti aree territoriali si applicano i decreti ministeriali esistenti in materia.

5. Fino alla data di entrata in vigore del decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (da adottare entro il 18 luglio 2016, sentita l’ANAC) che definirà i requisiti che devono possedere i prestatori di servizi di architettura e ingegneria di cui all’articolo 46, comma 1 del nuovo Codice continuano ad applicarsi le disposizioni di cui agli articoli 254, 255 e 256 del decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207 relativi a società tra progettisti, società di ingegneria e raggruppamenti di progettisti.

6. Fino alla data di entrata in vigore del previsto decreto del ministro della Giustizia, di concerto con il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, che approverà, entro e non oltre il 18 giugno 2016, le nuove tabelle dei corrispettivi commisurati al livello qualitativo delle prestazioni e delle attività rientranti nelle prestazioni di servizi di architettura e ingegneria, che potranno essere utilizzati dalle stazioni appaltanti, ove motivatamente ritenuti adeguati quale criterio o base di riferimento ai fini dell’individuazione dell’importo dell’affidamento, continuano ad applicarsi i corrispettivi di cui al decreto del ministro della Giustizia 31 ottobre 2013, n. 143.

7. Fino all'adozione dell’atto (non meglio individuato) dell’ANAC da adottare entro il 18 luglio 2016, che definirà una disciplina di maggiore dettaglio sui compiti specifici del RUP, nonché sugli ulteriori requisiti di professionalità rispetto a quanto disposto dal codice, in relazione alla complessità dei lavori, continuano ad applicarsi gli articoli 9 e 10 del DPR 207/2010 che recava la disciplina del RUP. È curiosa la previsione della norma transitoria dove è previsto tra l’altro sarà altresì determinato l'importo massimo e la tipologia dei lavori, servizi e forniture per i quali il RUP può coincidere con il progettista o con il direttore dell'esecuzione del contratto. Con tale precisazione il legislatore dimentica che proprio all’articolo 26 del Codice è prevista l’assoluta incompatibilità dell’attività di verifica del progetto con quella di progettista e direttore dei lavori. E il RUP è l’unico soggetto individuato dalla nuova normativa (art.26 del Codice) quale verificatore dei progetti d’importo inferiore a 1.000.000 di euro!

8. Fino all'adozione delle linee guida dell'ANAC da adottare entro il 19 aprile 2017, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, che disciplineranno il sistema di qualificazione, i casi e le modalità di avvalimento, i requisiti e le capacità che devono essere posseduti dal concorrente e la documentazione richiesta ai fini della dimostrazione del loro possesso, continuano ad applicarsi, in quanto compatibili, le disposizioni del DPR 207/2010 (articoli da 60 a 96: sistema di qualificazione delle imprese), nonché gli allegati e le parti di allegati ivi richiamate, del decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207.

9. Fino alla data di entrata in vigore del decreto del ministro delle Infrastrutture e trasporti, da adottare entro il 18 luglio 2016, sentito il Consiglio superiore dei lavori pubblici, che individua l’elenco delle opere per le quali sono necessari lavori o componenti di notevole contenuto tecnologico o di rilevante complessità tecnica, quali strutture, impianti e opere speciali, nonché i requisiti di specializzazione richiesti per la loro esecuzione, per i quali non è ammesso l'avvalimento, continuano ad applicarsi le disposizioni di cui all'articolo 12 del decreto-legge 28 marzo 2014, n. 47, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 2014, n. 80.

10. Fino alla data di entrata in vigore del decreto del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, su proposta del Consiglio superiore dei lavori pubblici, sentita l'ANAC, che disciplinerà e definirà le modalità tecniche di svolgimento del collaudo, nonché i casi in cui il certificato di collaudo dei lavori e il certificato di verifica di conformità possono essere sostituiti dal certificato di regolare esecuzione continuano ad applicarsi le disposizioni degli articoli da 215 a 238 del dpr 207/2010 relativi al collaudo dei lavori.

11. Fino alla data entrata in vigore del decreto del ministro delle Infrastrutture e trasporti, da adottare entro il 18 luglio 2016, su proposta dell'ANAC, previo parere delle competenti commissioni parlamentari, sentito il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che approva le linee guida che individuano le modalità e, se del caso, la tipologia di atti, attraverso i quali il direttore dei lavori effettua l'attività di propria competenza attribuitagli dall'articolo 101, comma 3, del codice, in maniera da garantirne trasparenza, semplificazione, efficientamento informatico, con particolare riferimento alle metodologie e strumentazioni elettroniche anche per i controlli di contabilità, continuano ad applicarsi le disposizioni  del dpr 207/2010 sullo scopo e forma della contabilità contenuta tra gli articoli 178 e 210. Rimane soppressa e da disciplinare nelle norme negoziali annesse al progetto dei lavori, tra l’altro tra le più importanti, la normativa su:

- art. 106 - Disposizioni preliminari per gli appalti e le concessioni dei lavori pubblici (vedi ad esempio l'attestazione del direttore dei lavori sull’esistenza dei presupposti per avviare le procedure per l’affidamento dei lavori)

- art. 108 - Condizione per la partecipazione alle gare (che reca l’attribuzione al progettista del compito di determinare le categorie di qualificazione da inserire nel bando di gara)

- art. 137 - Documenti facenti parte integrante del contratto

- art. 138 - Contenuto dei capitolati e dei contratti

- art. 139 - Spese di contratto, di registro e accessorie a carico dell'affidatario

- art. 140 - Anticipazione

- art. 141 - Pagamenti in acconto

- art. 145 - Penali e premio di accelerazione

- art. 151 - Sicurezza nei cantieri

- art. 152 - Disposizioni e ordini di servizio

- art. 153 - Giorno e termine per la consegna

- art. 154 - Processo verbale di consegna

- art. 155 - Differenze riscontrate all'atto della consegna

- art. 156 - Consegna di materiali da un esecutore a un altro

- art. 157 - Riconoscimenti a favore dell'esecutore in caso di ritardata consegna dei lavori

- art. 163 - Determinazione e approvazione dei nuovi prezzi non contemplati nel contratto

- art. 164 - Contestazioni tra la stazione appaltante e l'esecutore

- art. 165 - Sinistri alle persone e danni

- art. 166 - Danni cagionati da forza maggiore

- art. 167 - Accettazione, qualità e impiego dei materiali

- art.  175 - Lavori d'urgenza

Per tali disposizioni il progettista dovrà aggiornare lo schema di contratto e il capitolato speciale d’appalto allegati al progetto posto a base di gara.

Rimane soppressa dal 19 aprile 2016 l’articolazione della verifica del progetto prevista dagli articoli 44 a 59 del dpr 207/2010. La sostituzione della relativa disciplina con le disposizioni dell’articolo 26 del nuovo codice, impone alle stazioni appaltanti di rivedere i rapporti con i verificatori già individuati prima del 19 aprile 2016 e, nel caso dei nuovi incarichi esterni di verifica delle progettazioni, l’approfondimento dei contenuti dell’attività di verifica da inserire nei relativi contratti e capitolati d’oneri.

Tutt’altro che norme acceleratorie e di semplificazione auspicate dalla legge 11/2016, con cui il parlamento aveva delegato al governo nell’emanazione del nuovo codice degli appalti e delle concessioni.

Tanti i decreti ministeriali e atti dell’ANAC, i cui termini appaiono già sin d’ora difficili da rispettare, oppure non definiti secondo una prassi consolidata difficile da modificare.