Accursio Pippo Oliveri

Tutto sui lavori pubblici

Codice dei contratti: arrivano le proroghe

di Accursio Pippo Oliveri

Entro metà gennaio il Senato dovrebbe approvare, definitivamente, la tormentata legge delega per il varo del nuovo "Codice degli appalti pubblici e delle concessioni" per il recepimento delle nuove direttive comunitarie 2014/23/UE sull'aggiudicazione dei contratti di concessione, 2014/24/UE sugli appalti pubblici e 2014/25/UE per i settori speciali.

Nelle more il legislatore, com’è consuetudine, vara a fine anno il decreto mille proroghe (Decreto legge 30 dicembre 2015, n. 210 recante “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative”) entrato in vigore il 30-12-2015.

Diverse sono le disposizioni che incidono sulle attività professionali che gravitano intorno al mondo degli appalti pubblici.

Così sono stati prorogati fino al 31 luglio 2016 (art.7 comma 2 lettera a del D.L.):

  • il termine che consente il conseguimento della qualificazione attraverso la dimostrazione del requisito della cifra di affari realizzata con lavori svolti mediante attività diretta e indiretta, del requisito dell'adeguata dotazione di attrezzature tecniche e del requisito dell'adeguato organico medio annuo, con riferimento al periodo di attività documentabile riferito al decennio antecedente la data di sottoscrizione del contratto con la SOA.
  • il termine che consente la dimostrazione del requisito dei lavori realizzati in ciascuna categoria e del requisito dell'esecuzione di un singolo lavoro ovvero di due o tre lavori in ogni singola categoria, con riferimento ai lavori realizzati nel decennio antecedente la data di sottoscrizione del contratto con la SOA.

Così è stata prorogata fino al 31 luglio 2016 (art.7 comma 2 lettera b del D.L.) la possibilità di dimostrare i requisiti di capacità tecnico-professionale ed economico-finanziaria nelle gare per l’affidamento di servizi attinenti l’architettura e l’ingegneria, facendo riferimento al periodo di attività documentabile che è quello relativo ai migliori tre anni del quinquennio precedente o ai migliori cinque anni del decennio precedente la data di pubblicazione del bando di gara.

Si tratta di alcuni dei requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi di partecipazione alle gare prescritti dall’articolo 263 del DPR 207/2010 e in particolare:

a)   il fatturato globale per servizi di cui all'articolo 252, espletati non negli ultimi cinque esercizi antecedenti la pubblicazione del bando ma nei migliori cinque anni del decennio precedente la data di pubblicazione del bando di gara; (ricordando comunque che il requisito del fatturato è richiedibile solo con congrua motivazione ai sensi dell'art. 41, comma 2, del d.lgs. n. 163 del 2006);

b)   il numero medio annuo del personale tecnico utilizzato negli ultimi tre anni che invece può essere calcolato con riferimento ai migliori tre anni del quinquennio precedente la data di pubblicazione del bando.

Anche per i contraenti generali arriva la proroga che consente di sostituire, al fine dell’iscrizione nella particolare qualificazione, il possesso dei requisiti di adeguata idoneità tecnica e organizzativa di cui al comma 3 dell’articolo 189 del Codice con il possesso di attestazioni SOA ai sensi del regolamento, per importo illimitato in non meno di tre categorie di opere generali per la Classifica I, in non meno di sei categorie, di cui almeno quattro di opere generali per la Classifica II e per la Classifica III, in nove categorie, di cui almeno cinque di opere generali.
 

Non è invece stato prorogato il termine dell’articolo 253 comma 20-bis del Codice che consentiva alle stazioni appaltanti di applicare le disposizioni sull’esclusione automatica nelle gare al prezzo più basso fino alle soglie comunitarie (articolo 122, comma 9 per i lavori e art.124, comma 8, per servizi e forniture) per i contratti di importo inferiore alle soglie comunitarie. Dal primo gennaio 2016 ritornano le cosiddette soglie d’interesse comunitario: per i lavori d’importo superiore al milione di euro e per i servizi d’importo superiore a 100.000 euro, non è più possibile aggiudicare attraverso la cosiddetta “esclusione automatica”.

Altra novità d’interesse per tutti i Comuni non capoluogo arriva con la legge di stabilità (Legge 208/2015): per acquisti di beni, servizi e per lavori di importo inferiore a 40.000 euro possono procedere autonomamente e non nell'ambito delle Unioni dei Comuni o la costituzione di un apposito accordo consortile tra i comuni medesimi e avvalendosi dei competenti uffici anche delle Province, ovvero ricorrendo a un soggetto aggregatore o alle Province, ai sensi della legge 7 aprile 2014, n. 56, che rimangono obbligatori solo per importi pari o superiori a 40.000 euro.

Al sempre più confuso quadro normativo, in materia di appalti pubblici di lavori servizi e forniture, si aggiungerà, tra qualche mese (18 aprile 2016), la sopravvenuta esecutività delle nuove direttive comunitarie, che visti i ritardi accumulati per il varo della legge delega, difficilmente si riuscirà a recepire.