Periferie al centro

Periferie al centro

Proclamati a Venezia i vincitori del concorso di idee per dieci aree periferiche indetto da MiBACT e Cnappc. I Comuni coinvolti si sono impegnati ad affidare ai vincitori le fasi progettuali successive

di Francesco Nariello foto Andrea Avezzù

Periferie al centro

Periferie al centro

Proclamati a Venezia i vincitori del concorso di idee per dieci aree periferiche indetto da MiBACT e Cnappc. I Comuni coinvolti si sono impegnati ad affidare ai vincitori le fasi progettuali successive

di Francesco Nariello foto Andrea Avezzù

Nella pagina precedente: Federica Galloni e Giuseppe Cappochin alla premiazione dei vincitori

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La premiazione del concorso che si è svolta al Padiglione Italia della Biennale di Venezia

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La premiazione del concorso che si è svolta al Padiglione Italia della Biennale di Venezia

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Valorizzare il ruolo e le idee degli architetti, in particolare dei più giovani, nel proporre interventi di rigenerazione urbana sostenibile nelle periferie. Con l’obiettivo di risollevare le sorti di dieci aree – localizzate soprattutto al Sud – marginali e degradate da un punto di vista edilizio, sociale ed economico, attraverso il riuso di spazi pubblici e immobili esistenti, il potenziamento dei servizi e della sicurezza territoriale, la mobilità sostenibile e l'adeguamento delle infrastrutture dedicate a fini sociali, culturali, educativi. E rilanciando allo stesso tempo – grazie all’utilizzo di procedure telematiche efficaci e trasparenti – lo strumento del concorso quale sistema più adatto per offrire soluzioni progettuali in tempi brevi e con un elevato livello qualitativo.

Sono questi i segni distintivi del Concorso di idee per la riqualificazione di aree urbane periferiche lanciato nei mesi scorsi dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – attraverso la Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane – e dal Consiglio Nazionale degli Architetti PPC.

Lo scorso 19 novembre, nella cornice della Biennale di Venezia presso il Padiglione Italia dell’Arsenale, in occasione della Festa dell’Architetto 2016 sono stati annunciati i vincitori: i gruppi di progettisti che hanno proposto gli interventi migliori, secondo il giudizio della giuria in nove dei contesti periferici selezionati; mentre per la decima area l’annuncio del vincitore è fissato per il 16 dicembre.

A circa due mesi dalla pubblicazione del bando – avvenuta lo scorso 12 settembre – si è sostanzialmente concluso, dunque, l’intero iter del concorso. Un risultato importante ottenuto soprattutto grazie all’utilizzo di Concorrimi, la piattaforma telematica – promossa dall’Ordine degli Architetti PPC di Milano assieme all’amministrazione comunale del capoluogo lombardo – per bandire, organizzare e gestire concorsi di architettura in modo semplice e trasparente.
 

Periferie: il ruolo indispensabile dell’architettura

A rimarcare il successo dell’iniziativa è il presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti PPC, Giuseppe Cappochin, sottolineando come essa “rappresenti, in maniera emblematica, la possibilità di svolgere concorsi in tempi brevi grazie anche all’utilizzo delle procedure telematiche, garanzia di trasparenza e terzietà”. Il contenuto del concorso, continua il numero uno del Cnappc, “corrisponde all’idea di una architettura che si sta riappropriando sempre più della sua funzione civile, confermando come gli architetti italiani siano indispensabili per migliorare le periferie, incidendo, di fatto, sulla marginalità sociale, per risolvere i problemi della condizione del patrimonio edilizio del Paese e in grado, con la loro professionalità, di innovare i modelli e le tecniche dell’abitare, promuovendo una nuova consapevolezza verso la sostenibilità ecologica ed economica”.
 

Uno sbocco concreto per i progettisti

A dare una marcia in più all’iniziativa, inoltre – in termini di possibilità concrete dell’effettivo coinvolgimento dei progettisti premiati nella realizzazione delle opere proposte – è arrivato l’impegno, da parte dei Comuni (assunto, in particolare, dai sindaci in sede di selezione) in cui si trovano le aree da riqualificare e ai quali sono stati donati i progetti selezionati, di affidare ai vincitori gli approfondimenti progettuali affinché possano procedere allo sviluppo e alla realizzazione degli interventi.

Per i team di professionisti che si sono aggiudicati i premi – consistenti in un contributo di 10mila euro per ciascun progetto vincitore (la dotazione complessiva messa a disposizione dal MiBACT era infatti di 100mila euro) – si aprono, quindi, anche concreti sbocchi lavorativi per l’affidamento dei successivi livelli di progettazione degli interventi. Un’opportunità ancora più significativa se si considera la forte presenza di giovani nei gruppi ammessi al concorso: hanno potuto candidarsi, infatti, gli iscritti ai relativi albi professionali (architetti e ingegneri) con la richiesta esplicita della presenza di almeno un professionista di età inferiore ai 35 anni alla data di pubblicazione del bando.
 

I nove progetti premiati

I nomi dei vincitori del concorso e le tavole relative ai progetti premiati sono stati pubblicati online sulla piattaforma web Concorrimi, nella sezione specifica dedicata al concorso promosso da Mibact-Cnappc. 

Ecco i premiati per nove delle dieci aree selezionate:

- ad Aprilia (Latina) ha prevalso il gruppo guidato da Margherita Manfra con il progetto di riqualificazione per Piazza Europa, area situata nel quartiere Toscanini destinata a divenire luogo di aggregazione, mai realizzato, in un contesto degradato e marginale;

- a Corato (Bari) ha vinto il team con Mariangela De Napoli, che ha proposto l’intervento per la rifunzionalizzazione dell’area “Case minime” (edificate nel 1957), nel rione Belvedere, da riconvertire in piazza attrezzata;

- a Marsala (Trapani) il capogruppo è Danilo Capasso, il progetto premiato prevede ridisegno paesaggistico e trasformazione dell’area periferica del Parco della Salinella, oggi in forte degrado con una discarica abusiva e un fabbricato abbandonato;

- sempre in Sicilia, a Palermo, è risultato vincitore il gruppo guidato da Sergio Luzio, con il progetto per la rigenerazione della “Cittadella dello sport” nel quartiere S. Filippo Neri (Zen), area in cui sono presenti impianti sportivi degradati e vandalizzati;

- a Reggio Calabria si è aggiudicato il premio il team di Cristina Brunelli, con il progetto di ricucitura tra prima periferia e città per i rioni Trabocchetto e Sant’Anna;

- a Ruvo di Puglia (Bari) si è imposta la squadra capeggiata da Cristiana Vannini con la proposta per il recupero e la destinazione culturale dell’ex Convento seicentesco in rione Cappuccini;

- a San Bonifacio (Verona) ha avuto la meglio il gruppo di Luca Vandini, il cui progetto prevede la ricostruzione dello spazio pubblico, condiviso con la comunità, nel quartiere Praissola, in una zona tra ferrovia ed edifici Ater da destinare a spazio polifunzionale, coworking, verde attrezzato;

- a Santu Lussurgiu (Oristano) primo posto per il gruppo di Silvia Lai per l’intervento nell’area dell’ex Collegio Carta-Meloni, da destinare a funzioni culturali, con particolare attenzione allo sviluppo della creatività;

- ancora in Sardegna, a Sassari ha vinto, infine, il team guidato da Paolo Marras, con la proposta progettuale per l’area del quartiere Latte Dolce, che prevede, tra l’altro, la riqualificazione di un edificio comunale, la creazione di spazi aperti, piste ciclabili e potenziamento di servizi urbani.

Discorso diverso per il decimo intervento, con l’area periferica inizialmente proposta dal Comune di Empoli che è stata sostituita – per ragioni indipendenti dalla volontà degli enti banditori – da quella di Piazza Figurella, nel Comune di Villabate (Palermo): qui il premio al progetto vincitore sarà aggiudicato il 16 dicembre.
 

Il momento di dare risposte concrete

Le dieci periferie selezionate dal concorso, come si è visto, sono localizzate in prevalenza nel Sud Italia e riguardano zone pubbliche e strutture edilizie esistenti che necessitano, in generale, di interventi di riqualificazione, rifunzionalizzazione e riuso. Si tratta di aree critiche – caratterizzate da marginalità economica e sociale, degrado edilizio e carenza di servizi – che restituiscono tutta la complessità del tema periferie e per le quali si punta, proponendo soluzioni concrete, a invertire la rotta e innescare un circolo virtuoso di rigenerazione.

“Sul tema delle periferie urbane – spiega Federica Galloni, direttore generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane del MiBACT – non basta più elencare parole chiave, quali giovani, terzo settore, contemporaneità, perché è arrivato il momento di renderle concrete e di fare in modo che interagiscano con il territorio e diano efficace risposta alle tante richieste. Il concorso Dgaap/Cnappc è stato ideato e realizzato proprio in questo senso, risponde a una visione concreta della Direzione che parte dal territorio e indaga la necessità di coniugare l’architettura con l’esigenza di una migliore qualità dell’ambiente edificato e quindi della vita delle persone”.
 

Priorità alla capacità di riuso

E proprio nell’ottica della concretezza è stata impostata la valutazione degli elementi considerati prioritari per la scelta dei progetti vincitori: la giuria, infatti, oltre all’analisi degli aspetti compositivi e formali delle proposte (intesi come qualità, innovazione e rapporto con il contesto urbano) si è concentrata sulle caratteristiche funzionali dei progetti, come la capacità di riuso o di rifunzionalizzazione e le prestazioni dei servizi, le specificità tecnologiche legate alla sostenibilità sociale, economica e ambientale e alla sicurezza. E ancora, la capacità di valorizzare l’area, ovvero gli effetti virtuosi previsti su scala urbana.
 

Cresce l’attenzione per il “tema dei temi”

I numeri relativi alla partecipazione al concorso indetto da Mibact e Cnappc sono stati molto incoraggianti (anche considerando che mancano ancora i dati della decima area). La prima fase dell’iniziativa, relativa alla selezione delle aree – avvenuta attraverso un bando di manifestazione d’interesse aperto a tutti i Comuni italiani – ha visto la risposta da parte di 140 enti (58 dal Sud e Isole, 35 dal Centro e 47 dal Nord). Le proposte progettuali sulle nove aree per le quali sono stati scelti i vincitori, invece, sono state 220 (di cui 15 estere), presentate da parte di gruppi formati quasi sempre da più professionisti. A riscuotere maggiore successo è stata l’area di Aprilia (Lt), che ha ricevuto 40 progetti; non distanti San Bonifacio (Vr), Marsala (Tr) e Corato (Ba), rispettivamente con 37, 36 e 34 proposte pervenute; a seguire le altre, dalle 23 idee progettuali per Ruvo di Puglia (Ba) alle 9 di Palermo.

Cifre che testimoniano il grande interesse verso la riqualificazione delle periferie, questione che può essere considerata il “tema dei temi” in ambito urbano, al centro di qualsiasi ipotesi di rilancio delle città e sulla quale gli architetti italiani – anche grazie all’impegno del Cnappc e degli Ordini territoriali – stanno concentrando sempre di più la propria attenzione.